Come se non ci fosse un domani

Giu 10

ExpoSe.NSE Magazine #01

È (finalmente) uscito @ExposenseMag #01!
Lo trovate al link http://issuu.com/exposensemag/docs/exposense01 anche da mobile!
#igersardegna #magazine #exposensemag

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Apr 26

Prima di partire per un lungo (e penoso) viaggio

Ci si appresta a soffrire per mano di un reduce dello sfascio del PD.

L’Espresso ci ricorda quali sono state le dichiarazioni degli esponenti del  Partito Democratico a pochi giorni dalle elezioni.

Buona lettura e mi auguro che la gastrite nervosa non si impossessi di voi.

«Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile» (Enrico Letta, 8 aprile 2013). 

«I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con forze politiche tradizionali» (Enrico Letta, 29 marzo 2013).

«Non sono praticabili né credibili in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana» (Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013

«Il governissimo non è la risposta ai problemi» (Pier Luigi Bersani, 13 aprile 2013). 

«Il governissimo predisporrebbe il calendario di giorni peggiori» (Pierluigi Bersani, 8 aprile 2013).

«Se si pensa di ovviare con maggioranze dove io dovrei stare con Berlusconi, si sbagliano. Nel caso io, e penso anche il Pd, ci riposiamo» ( Pierluigi Bersani, 2 ottobre 2012).  

«In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme» (Massimo D’Alema, 8 marzo 2013). 

«Il Pd è unito su una proposta chiara. Noi diciamo no a ipotesi di governissimi con la destra» (Anna Finocchiaro, 5 marzo 2013). 

«Fare cose non comprensibili dagli elettori non sono utili né per l’Italia né per gli italiani. Non mi pare questa la strada». (Beppe Fioroni, 25 marzo 2013). 

«Non si può riproporre qui una grande coalizione come in Germania. Non ci sono le condizioni per avere in uno stesso governo Bersani, Letta, Berlusconi e Alfano» (Dario Franceschini, 23 aprile 2013). 

«Sono contrario a un governo Pd-Pdl» (Andrea Orlando, 22 aprile 2013). 

«Abbiamo sempre escluso le larghe intese e le ipotesi di governissimo» (Rosy Bindi, 21 aprile 2013).

«Serve un governo del cambiamento che possa dare risposta ai grandi problemi dell’Italia. Nessun governissimo Pd-Pdl» (Roberto Speranza, 8 aprile 2013). 

«Non dobbiamo avere paura di confrontarci con gli altri, ma non significa fare un governo con ministri del Pd e del Pdl. La prospettiva non è una formula politicista come il governissimo, è quel governo di cambiamento di cui l’Italia ha bisogno» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013). 

«L’alternativa non può essere o voto anticipato o alleanza stretta tra Pd e Pdl» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«Lo dico con anticipo, io un’alleanza con Berlusconi non la voto» (Emanuele Fiano, 28 febbraio 2013).

«I nostri elettori non capirebbero un accordo con Berlusconi» (Ivan Scalfarotto, 28 febbraio). 

«Non c’è nessun inciucio: se questa elezione fosse il preludio per un governissimo io non ci sto e non ci starebbe neanche il Pd» (Cesare Damiano, 18 aprile 2013).

«Serve un governo di cambiamento vero ed è impensabile farlo con chi in questi anni ha sempre dimostrato di avere idee opposte alle nostre» (Fausto Raciti, 14 aprile 2013).

«Un governo Pd-Pdl è inimmaginabile» (Matteo Orfini, 27 marzo 2013).

Apr 03

Così giovane e già così moderato

Ammetto di utilizzare Tumblr in una maniera anomala.
Cosa c’entra la “recensione” di un libro in mezzo a tutte queste foto di…di…

Boh. Mi andava di scrivere qualcosa.

Così giovane e già così moderato è arrivato a casa in un pacco Amazon che conteneva anche una custodia-batteria per il fido iPhone.
Chiaramente quando hai la fregola della lettura si sovrappongono sempre centocinquantamilaeduecento impegni che non puoi rimandare e che non consentono di dedicarti ad una lettura straconsigliata (pure dal buon @civati).
Tornando al libro, iniziamo col dire che si tratta di un romanzo.
Un romanzo che è una lezione di vita impartita al lettore da due ragazzi dell ‘88, Roberto Lucarella (@RLucarella) e Ludovico G. Rossi.
Attraverso gli occhi di Andrea, il protagonista, viviamo un susseguirsi di eventi che lo catapultano all’interno dei meccanismi burocratici che regolano il mondo della politica.

Si parla solo di politica quindi? Non proprio.
Tramite il racconto di una scalata ai vertici da parte di un giovane studente con tante velleità possiamo immaginare tanti percorsi simili: la scuola (stare nella corrente dei buoni studenti aiuta), le amicizie (stare con gli amici “buoni” aiuta) e la vita stessa.
Ci ho visto una metafora di tantissime cose.
Probabilmente parlare di politica in questo modo aumenta anche l’interesse di chi sta davanti al libro a scoprire cose nuove, cose che non sempre si sanno. Cose nascoste, che avremmo sempre voluto sapere.
Parlo di noi che non siamo perfettamente dentro il sistema. Noi che ce ne stiamo a commentare su Twitter, a protestare e poi, spesso, a non concludere la polemica in maniera costruttiva.

Insomma, tanti discorsi, ma esattamente di che parla questo romanzo?Testualmente dal sito Garzanti, editore:

Andrea ha vent’anni, dovrebbe studiare per gli esami all’università, ma ha una tessera del Partito in tasca e altre velleità in testa. È entrato in politica quasi per caso, perché Angelica, la ragazza con cui stava, voleva studiare sul serio e non aveva tempo da dedicargli, così lo ha piantato. Però poi lui ci ha preso gusto. La stoffa ce l’ha. Nell’associazione studentesca ha incontrato le persone giuste che lo hanno istruito e gli hanno spiegato come funziona davvero la politica: a cosa bisogna prestare attenzione, come ci si muove, cosa bisogna dire e soprattutto quali domande non fare mai. Così è stato affiliato alla corrente di Salvo, quella vincente, e in un baleno ha fatto carriera. A dispetto di tutti i timori e dello scetticismo di suo padre, che lo ha sempre contestato ricattandolo col fatto che gli pagava gli studi fuori sede, Andrea ce l’ha fatta, e adesso guadagnerà anche un suo stipendio, perché la politica è un lavoro vero, i soldi corrono, sebbene non sempre in modo limpido…

Concludo il piccolo post consigliando, a chi legge queste righe, di leggerlo.
Mi son preso tutta una notte per bermelo tutto d’un fiato e non mi son pentito.
Capisco il buon Andrea, trovarsi in mezzo alle situazioni per le quali non si è preparati è sempre difficile. Spesso ci vuole una buona dose di faccia da culo.
Lo capisco fino in fondo.

Mar 20

Analogico e digitale in un unico scatto.

Analogico e digitale in un unico scatto.

Mar 18

Pesi e misure della crisi - Piccolo post

Purtroppo non ho tempo (e quando ho tempo non ho voglia) per scrivere qualcosa di articolato sull’argomento Stadio “Is Arenas”.
Ma perché dovrei scrivere qualcosa poi?
Non è necessario, forse non sono affari miei, ma qualcosa mi rode dentro.

Mi rode vedere tanta gente - sopratutto giovani - ed i media locali che non parlano d’altro e sembra che la questione STADIO sia vitale per la faccia e l’immagine della nostra città barra isola.

Bene ragazzi e media, per una volta voglio fare il santone e dirvi la mia: dedicatevi ad altro, ad altri pensieri un po’ più profondi che riguardano davvero la nostra terra. Metteteli in alto nelle vostre priorità.
Non c’è lavoro, non si investe, piccole e grandi attività chiudono e la gente fa la fame.
Non è un dannato stadio che darà lustro ai nostri profili del cazzo arroccati in un provincialismo becero.
Quello che ci darà visibilità e che ci farà ben apparire in Italia ed in Europa sarà la nostra capacità di rialzarci e di non farci mettere i piedi in testa dal colonialismo e dalla coglioneria di qualche idolo provvisorio collocato nell’olimpo della nostra stupidità.

Mar 08

Piccoli gatti.

Piccoli gatti.

Mar 07

Centrale Termodinamica nel Medio Campidano: ne abbiamo davvero bisogno?

Nei giorni scorsi  (ieri se non ho capito male), nelle sedi municipali Guspinesi, c’è stata un’assemblea cittadina in cui son stati spiegati i pro ed i contro della proposta, avanzata da parte della Società Energogreen Renewables SRL e Regione Sardegna, per la realizzazione di una centrale termodinamica da 200 ettari nei territori di Gonnosfanadiga e Guspini.

In questo articolo della Gazzetta del Medio Capidano c’è la spiegazione di quello che dovrebbe succedere.
Vale la pena capire quale potrebbe essere l’impatto per il territorio.
Territorio povero, sfruttato e, come più volte detto, mai bonificato per le schifezze che già in passato son state lasciate dalla Miniera.

Intanto l’amministrazione comunale di Guspini, che il 20 febbraio ha organizzato un’assemblea pubblica nell’aula consiliare con la collaborazione di Legambiente, ha già inviato le sue osservazioni alla Regione.

«Riteniamo che la produzione di energia da fonti rinnovabili sia un’azione da perseguire con forza e costanza se si vuole contribuire all’abbattimento dei fattori inquinanti che minano il futuro del pianeta distruggendo l’ambiente. È altresì vero che, però, la razionalità ci impone un’attenta valutazione delle iniziative che vengono proposte, sempre più numerose, in questo periodo di incentivazioni e agevolazioni varie, perché non vogliamo che il contributo che si deve pagare in termini di ferite al territorio sia maggiore dei benefici che ne deriverebbero», ha affermato il sindaco Rossella Pinna.

Lo studio preliminare proposto dalla Società Energogreen Renewables srl prevede un’ immensa distesa di specchi per catturare il calore solare e altri generatori a bio masse, a circa 1.200 metri dall’abitato di Guspini e si estenderebbe per oltre 200 ettari nei territori di Gonnosfandiga . Nel territorio di Guspini, in località Perda de Cuaddu dovrebbe sorgere la centrale per la trasformazione dell’energia elettrica prodotta dall’ impianto termodinamico solare.

«Le dimensioni di questo insediamento, che ha caratteristiche senza dubbio industriali, sono importanti e complesse, e il suo impatto va a colpire aspetti molto più incisivi rispetto alla centrale proposta a Guspini, sulla quale comunque insistono problematiche di carattere urbanistico e paesaggistico che sono al vaglio degli uffici comunali», sottolinea Bruno Serpi assessore comunale all’ambiente.

Dalle relazioni proposte si prevede, tra l’altro un consumo idrico di 50.000 metri cubi al mese, con conseguenti reflui da depurare e smaltire. L’incidenza della sottrazione dalle attività agrarie di un così vasto e fertile territorio, è molto alta e a ciò si aggiungerebbe l’effetto prodotto, su un ben più vasto territorio agricolo non direttamente interessato dall’impianto, dal prelievo di un’enorme quantità d’ acqua attinta dalle falde idriche. «Oggi siamo nella fase iniziale di un procedimento complesso, che sarà sottoposto a molteplici verifiche soprattutto ambientali e su cui, successivamente, potranno esprimersi tutte le componenti delle comunità locali. Infatti, quanto è stato proposto è uno studio preliminare con conseguente richiesta di verifica di assoggettabilità al Via, che dovrebbe consentire alla Regione, unica competente al rilascio delle autorizzazioni, di verificare se un eventuale futuro progetto debba essere sottoposto o meno a valutazione di impatto ambientale», aggiunge Rossella Pinna.

L’Amministrazione comunale ha già espresso in una apposita delibera di giunta comunale il proprio giudizio negativo avanzando al Savi alcune osservazioni. In tale deliberazione viene richiamato l’ordine del giorno approvato all’ unanimità dal consiglio comunale nella seduta del 18 gennaio scorso col quale lo stesso Consiglio ha manifestato la preoccupazione sulle ripercussioni ambientali che possono derivare da una diffusione incontrollata e senza alcuna programmazione da parte della Regione, di grandi impianti per la produzione dell’energia elettrica, seppur da fonti rinnovabili.

«La giunta comunale, dunque, esprime convintamente parere contrario alla realizzazione dell’impianto di energia solare termodinamica a concentrazione per il consistente consumo di suolo agricolo, per il degrado del paesaggio visuale, per la riduzione delle biodiversità animali e vegetali e per l’impatto devastante sulle risorse idriche a discapito di un’ agricoltura razionale e moderna», puntualizza Bruno Serpi.

Peri il comitato “No alla megacentrale” «il progetto non avrà ricadute economiche e occupazionali per il territorio. Se pensiamo alle aziende che operano nell’area e alle conseguenze ambientali e al depauperamento idrico ne isulta un bilancio totalmente negativo. Sarà un business solo per chi realizzerà la megacentrale, la Regione non deve dare alcuna autorizzazione». (r.m.c.)

Gen 02

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e buon 2013 da @On2Sides

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e buon 2013 da @On2Sides

Nov 12

GRAZIE

GRAZIE

Nov 08

Prisma. Aspettiamo Dario affinché possa accecarsi definitivamente

Prisma. Aspettiamo Dario affinché possa accecarsi definitivamente

Nov 02

[video]

Ott 30

Una coppia al Seaside Park di Bridgeport, in Connecticut(AP Photo/Jessica Hill)
Via: ilPost

Una coppia al Seaside Park di Bridgeport, in Connecticut
(AP Photo/Jessica Hill)

Via: ilPost

Ott 27

Takoma Ep | Oggi l’anteprima ad #aligart2012

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Takoma live | Alig’end #aligart2012

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