Come se non ci fosse un domani

Blog di opinione non richiesta a cura di Nico Massa

About Twitter

Pochi giorni fa mi è capitato di assistere ad uno scambio di Tweet abbastanza agghiacciante.

L’argomento della diatriba era questo articolo pubblicato da Federico Cella sul sito del Corriere della Sera.
Si parla di “regole” per non essere defollowati e di “twitterine” che, per far incetta di seguaci, postano foto provocanti e frasi piene di malizia.
A mio avviso non si è trattato di un post particolarmente offensivo, anzi, ha solo fatto una cronaca di quello che succede giornalmente su una timeline frenetica.

Alla luce di questo io mi son preso la briga di guardare quello che twittano i miei contatti.
Continuo a constatare un egovoyeurismo imperante, litigi da vicinato sfigatissimo ed una cosa che è al limite del ricorsivo: utenti di Twitter che parlano quesi esclusivamente della propria vita su Twitter. I follow, la disperazione e pseudo-rabbia per i defollow, marpioni via messaggio privato, felicità smisurata per i retweet.
Oh, non che io non abbia mai parlato dei cazzi miei, sia chiaro. E’ che spesso è molto più facile guardare a quel che fanno gli altri.

Io mi son iscritto con l’intento di capire quali fossero i meccanismi, aggiungere contatti interessanti e, lo ammetto, pubblicizzare il mio lavoro di fotografo.

Ammetto di essermi perso.
Ho aggiunto grafici, fotografi, lavoratori tipici ed atipici, casalinghi e casalinghe, musicisti e scapestrati ed ho raggiunto due risultati: al 90% leggo i cazzi degli utenti. Si, comprese le problematiche sessuali. Il restante 10% dei tweet è composto invece da post molto interessanti.
Vengo informato su eventi, tecnologia, politica ed attualità. E’ un ottimo modo di colmare le falle della maggior parte dei giornali presenti in edicola ed in rete.

Che sia stato io a scegliere male chi seguire o chi lasciare fuori? Chissà.

  • 31 Ottobre 2011
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