Come se non ci fosse un domani

Blog di opinione non richiesta a cura di Nico Massa

Cannoli al Cioccolato

Ieri sera il delirio a Ballarò.
Mentre l’Europa si interrogava sulle sorti dell’Italia, una rifattissima Ministra Bernini delirava su un ponte che poteva finalmente unire Monaco di Baviera a Palermo passando per Varese.
Lupi, presente anche lui con tanto di libro in presentazione, mestamente si vergognava per le minchiate proferite dal membro di governo che stava alla sua sinistra.
Nonostante questo, si è beccato pure una rasoiata da Luigi Abete, che gli ha dato del fuori di testa.

Volevo condividerlo con chi legge queste pagine deliranti.

Vorrei sottolineare che il povero Lupi aveva anche un labbro inferiore alquanto pompato. Cura Santanché? Tant’è…

About Twitter

Pochi giorni fa mi è capitato di assistere ad uno scambio di Tweet abbastanza agghiacciante.

L’argomento della diatriba era questo articolo pubblicato da Federico Cella sul sito del Corriere della Sera.
Si parla di “regole” per non essere defollowati e di “twitterine” che, per far incetta di seguaci, postano foto provocanti e frasi piene di malizia.
A mio avviso non si è trattato di un post particolarmente offensivo, anzi, ha solo fatto una cronaca di quello che succede giornalmente su una timeline frenetica.

Alla luce di questo io mi son preso la briga di guardare quello che twittano i miei contatti.
Continuo a constatare un egovoyeurismo imperante, litigi da vicinato sfigatissimo ed una cosa che è al limite del ricorsivo: utenti di Twitter che parlano quesi esclusivamente della propria vita su Twitter. I follow, la disperazione e pseudo-rabbia per i defollow, marpioni via messaggio privato, felicità smisurata per i retweet.
Oh, non che io non abbia mai parlato dei cazzi miei, sia chiaro. E’ che spesso è molto più facile guardare a quel che fanno gli altri.

Io mi son iscritto con l’intento di capire quali fossero i meccanismi, aggiungere contatti interessanti e, lo ammetto, pubblicizzare il mio lavoro di fotografo.

Ammetto di essermi perso.
Ho aggiunto grafici, fotografi, lavoratori tipici ed atipici, casalinghi e casalinghe, musicisti e scapestrati ed ho raggiunto due risultati: al 90% leggo i cazzi degli utenti. Si, comprese le problematiche sessuali. Il restante 10% dei tweet è composto invece da post molto interessanti.
Vengo informato su eventi, tecnologia, politica ed attualità. E’ un ottimo modo di colmare le falle della maggior parte dei giornali presenti in edicola ed in rete.

Che sia stato io a scegliere male chi seguire o chi lasciare fuori? Chissà.

Era un ragazzo che inseguiva la sua passione. Come ce ne son tanti.E’ stato un incidente e c’è poco da dire, fare, prevenire per curare.
Ce n’è tanti così, come lui, solo che il destino gli ha assegnato una fine di merda. Inseguendo la sua passione.
Arrivederci Sic. Mi dispiace.
dai…
(D - Repubblica.it)

Ford Transit gloria mundi

solo questo.

N.

Borghezio: “Onore al templare di Allah“

Da Il Fatto Quotidiano.
Sembra una pigliata per il culo, ma credo che sia tutto vero.

Borghezio ha perso l’ennesima occasione per tapparsi la bocca ed evitare di proferire coglionate.

Leggete e divertitevi

Berlusconi: “Sic transit gloria mundi”
Borghezio: “Onore al templare di Allah“

La notizia della morte del Rais è arrivata dal Cnt, ma nel centro-destra prevale la prudenza: il ministro della Difesa Ignazio La Russa dice che “la notizia non è ancora ufficializzata dalla Nato. Direi che al 99% è confermata”, mentre il presidente del Consiglio si dice pronto ad attivare “una linea diretta con Misurata”

In Libia la gente è scesa in strada per festeggiare la notizia della cattura di Gheddafi, in Italia è iniziato il valzer delle dichiarazioni politiche. Il primo a parlare, quando è arrivata la certezza della morte del colonnello, è stato Silvio Berlusconi, durante la riunione del gruppo del Pdl a Montecitorio: “Ora la guerra è finita, sic transit gloria mundi”. Se Berlusconi non ha usato parole di solidarietà verso l’ex amico, ci ha pensato l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio: “La fine di Gheddafi, morto combattendo nel ridotto dei suoi ultimi fedeli, è indubbiamente una fine gloriosa. Gli va riconosciuto cavallerescamente “l’onore delle armi”. Borghezio riconosce a Gheddafi di essere “un grande leader, un vero rivoluzionario non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio. Onore, quindi, al templare di Allah”.

La conferma della notizia è arrivata dal Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt) poco dopo le 14, mentre il ministro della Difesa Ignazio La Russa era in diretta televisiva su Sky, che prima “non conferma e né smentisce”, pochi minuti dopo parla di un annuncio vero “al 70%”, per poi ritrattare e dire: “La notizia non è ancora ufficializzata dalla Nato, che si riserva qualche accertamento ulteriore, ma direi che al 99% è confermata”. Il ministro degli Esteri Franco Frattini usa il condizionale: ”L’uscita di scena di Gheddafi sarebbe una grande vittoria del popolo libico, la Libia sarebbe definitivamente liberata, si potrebbe costituire quel Governo libico che tutti attendiamo per andare verso elezioni democratiche”.

Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, affida alla sua pagina Facebook il commento dell’evento:”La fine di Gheddafi chiude un regime durato 42 anni e che ha soffocato il popolo libico. Oggi la Libia riprende a vivere e ci auguriamo che il governo di transizione porti nel Paese la democrazia e la libertà. L’Italia - aggiunge Bocchino – avrebbe dovuto e potuto fare di più in campo internazionale, ma questo governo ha preferito salvaguardare i rapporti personali del premier con Gheddafi piuttosto che occuparsi dei tanti libici che hanno perso la vita per difendere il loro popolo e combattere la dittatura”.

Gheddafi: vergognamoci. Tutti.

Ricordordiamoci di questo:

Proteste da parte di esponenti politici di destra e sinistra per la proposta del consiglio di facoltà dell´ateneo sassarese di conferire una laurea honoris causa in giurisprudenza al leader libico Sassari, laurea honoris causa a Gheddafi

 SASSARI – Ha generato un sentimento vivo di protesta e disappunto a destra e sinistra, la decisione di conferire a Gheddafi la laurea honoris causa in giurisprudenza da parte dell’Università degli Studi di Sassari. Il leader libico è stato designato dal consiglio di facoltà ed è ora al vaglio del senato accademico e del ministero.

La notizia della proposta dell’ateneo sardo ha richiamato l’attenzione della politica nazionale. Storace de la Destra ha definito «ciarpame» la decisione e Pedica dell’Italia dei Valori auspica ad un ripensamento in nome «dei valori del popolo sardo».

Contributo di solidarietà?

[foto da ilPost]

Io il mese prossimo inizierò a dare il mio contributo di solidarietà.
La società per cui lavoro ha deciso di utilizzare questo strumento per affrontare il momento di crisi.

Oggi leggendo come al solito su ilPost, leggo questo:

Nella manovra economica d’emergenza i tagli ai costi della politica sono stati ridotti settimana dopo settimana, bozza dopo bozza. Alla fine si era arrivati al taglio delle retribuzioni e delle indennità di carica dei componenti degli organi costituzionali: il 5 per cento per la parte eccedente i 90mila euro, il 10 per cento su quella eccedente i 150mila. E soltanto fino al 2013. Oggi Carmelo Lopapa su Repubblica spiega come, dopo tre mesi, la strombazzata supertassa sui politici è stata annullata per ministri e sottosegretari. Che si vedranno oltretutto restituire quanto trattenuto in questi tre mesi.

Ministri e sottosegretari non sono dipendenti pubblici. Dunque, tagli alle indennità cancellati. E le somme «indebitamente» sottratte, in questi mesi, restituite. Il contrordine viaggia da pochi giorni sulla circolare interpretativa del dicastero dell’Economia che porta il numero di protocollo 150. Ma la gran parte degli uffici di gabinetto – a voler dar credito alla sorpresa dei 64 beneficiari – deve ancora riceverla.

Sancisce una marcia indietro rispetto alla decurtazione del 5 per cento delle retribuzioni eccedenti i 90 mila euro e del 10 oltre i 150 mila euro. La stretta contenuta nella manovra correttiva estiva riguarda i funzionari pubblici, ma il governo Berlusconi l’ha estesa con grande enfasi ai 23 ministri e 41 tra vice e sottosegretari. Un ministro guadagna circa 4 mila euro mensili, oltre all’indennità parlamentare di circa 14 mila euro. Il fatto è che infierire con quella tagliola del 10 per cento sui componenti del governo è stato un errore tecnico, hanno scoperto al ministero di via XX Settembre. E il perché è spiegato nella circolare della quale ieri dava notizia “ItaliaOggi”: «Tale personale ricopre una carica politica e non è titolare di un rapporto di lavoro». Sono insomma dei quasi precari, privi di un contratto a tempo indeterminato. Comunque non equiparabili ai boiardi e agli alti funzionari pubblici. Il prelievo è durato tre mesi. Ma il ministero che fa capo a Tremonti fa sapere che con la mensilità di novembre si procederà al rimborso della somma trattenuta. Cifra non è quantificabile, perché dipende da quanto la retribuzione del ministro o sottosegretario ecceda i 150 mila euro. Cifra in qualche caso irrisoria, ma è il valore simbolico della restituzione che rischia di aprire un altro caso di autotutela della “casta”.

Letto questo, quanto mi possono girare le palle?

Atene oggi.
Che l’italia abbia fatto scuola?
[fonte: ilPost]

Ciao Ciao Berlusconi

Leggendo Giornalettismo.com son incappato in un post divertente.
Esiste un sito ciaociaoberlusconi.it molto utile per capire quanti giorni di follia governativa ci aspettano ancora.

Sempre poi che tanti Italiani non scelgano di continuare con il sogno italiano targato 1994

Aspettiamo una nuova alba?

[Foto: ansa.it]

Non è che la gente è indignata.
La gente è proprio incazzata.

Non è che la gente sia incazzata con Berlusconi.
La gente è incazzata perché c’è un decadimento del livello culturale.

Non è che la gente non sa dove sbattere la testa, come sbarcare il lunario.
E’ che la gente ha scelto male, partendo dalla base, i propri rappresentati.

Non è che la gente si vuole unire al coro degli “Indignati” mondiali.
Non c’è la cultura qui…non c’è quella mentalità europea, di ampio respiro mondiale che contraddistingue paesi come…che ne so…la Germania.

Non è che la gente mette a ferro e fuoco la capitale perché è incazzata.
E’ che in uno stato allo sfascio, culturalmente e politicamente, le teste di cazzo vengono fuori e chi non sa gestire neanche se stesso, fatica a far fronte a 150-200 facinorosi incappucciati.

Non è che la gente abbia bisogno per forza di un’alternativa politica.
La gente, dai 18 ai 60 anni, ha bisogno solo di un dannato futuro in cui credere.

Assurdità.

“Ho 72 anni e probabilmente mi restano da vivere 13 o 15 anni” dice. “Anche se mi espongo alle radiazioni, il cancro ci impiegherebbe 20 o 30 anni a svilupparsi. Ne deriva che i vecchi hanno meno possibilità di contrarre la malattia.” Logico, no? Yamada non è il solo a desiderare di ripulire le rovine nella prefettura di Fukushima. È solo uno 200 – molti di loro ingegneri, ma anche cuochi, cantanti, insegnanti e anche impiegati in pensione della central stessa – che hanno espresso il desiderio di abbandonare la loro condizione di pensionati per lavorare alla stabilizzazione della centrale atomica e dei territori a essa collegati.”

—   

I vecchi kamikaze di Fukushima che si immolano per salvare i giovani (via kindalikeit)

perché l’altra sera a Otto e Mezzo c’era un tale, di cui non mi sono premurata di ricordare il nome poiché ero impegnata a dire che cazzo sta dicendo sto tale?, diceva che ad ora a Fukushima non è morto nessuno per le radiazioni, no tecnici, no persone. Il diritto di parola non dovrebbe essere universale, non dovrebbe.

(via prezzemolo)

Possibile che fosse Battaglia? Io lo odio con tutto il mio cuore.

(via onepercentaboutanything)